L'editoriale del nostro direttore Paolo Ghisoni sulla questione "Decreto Crescita"

L'intervento in diretta su Maracanà, rubrica pomeridiana condotta da Marco Piccari a TMW Radio.
03.01.2024 15:00 di Stefano Rossoni   vedi letture
L'editoriale del nostro direttore Paolo Ghisoni sulla questione "Decreto Crescita"
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Durante la puntata di Maracanà, in onda ogni pomeriggio su TMW Radio, Paolo Ghisoni è intervenuto per approfondire alcune tra le tematiche d'attualità relative al calcio italiano.

Uno degli argomenti più "caldi" dell'ultimo periodo è sicuramente la situazione legata al Decreto Crescita, rinominato dal nostro direttore (in più occasioni) come Decreto De-crescita. Ecco il suo pensiero sulla questione: "Parliamo troppo, ma i fatti restano sempre a 0. Rispetto alle "disgrazie" calcistiche, siamo veramente il Paese dei Tafazzi. Non ci siamo qualificati per due volte ai Mondiali, solo ora è venuto fuori questo tema del decreto, che in realtà c’è da ottobre 2019: noi ci accorgiamo 5 anni dopo. Ma di cosa parliamo? Ho ascoltato le parole di Presidenti o responsabili di una lega professionistica, secondo loro siamo giunti alla canna del gas perchè i campioni non potranno più trasferirsi in Italia. Ma quali sono i campioni che arrivano nel nostro Paese? Prima potevamo vantare Maradona, Zico, Platini... ma ora chi ci viene in Serie A?".

"Viene anche detto che la colpa è da attribuire al fatto che non ci sono più gli sgravi fiscali. Facciamo la stessa cosa per gli italiani! Io sono stufo di essere un contribuente che deve pagare il 43% di tasse e poi arriva uno, che per carità calciatore e dunque lavoratore, rientra e per cinque anni paga il 30%. Chi l’ha detto che è più bravo di me? Dovrebbe funzionare un po' come alcune campagne: dopo anni che sei qui a pagare le tasse, ti arriverà un regalo prima o poi? O siamo sempre noi qui a mandare avanti un Paese, con la siringa di Equitalia dentro le vene? Ve ne dico un’altra. C’è gente che prende e va a risiedere in Portogallo, perchè prende la pensione al 33% con la tassazione. Avete rotto le scatole, bisogna dirlo. Non è che calciatori o società, se non possono prendere una mandria di "pippe" straniere - che arrivano per determinate... "situazioni" - poi ne dobbiamo risentire noi. Ne risente magari il tifoso sciocco, illuso. Guardatevi questo mese, prestate attenzione ai movimenti di mercato di un calciatore italiano, tolta la Serie B, che anche lì ci sarebbe da ridire perchè vengono in A società come Cremonese e Frosinone con tutti giocatori in prestito. Bisogna lavorare su un prodotto stabile. Non esiste una società, a parte l'Empoli e poche altre, che investe i soldi ricavati dai diritti tv e altri introiti sul settore giovanile. Serve agevolare chi fa questo tipo di percorso, ma non sarà facile nemmeno lì: fatta la legge, trovato l'inganno in questo Paese. Noi siamo quelli che appaltiamo i settori giovanili in Serie A, a gente che vende magliette come kit, per poi essere in qualche modo considerato dentro a un settore giovanile. Questa è l’Italia".

"Che sia chiaro: è sbagliato anche togliere il decreto subito, senza preavviso - ha proseguito Ghisoni nel suo intervento - Noi siamo sempre per la soluzione drastica. Si poteva dire: andiamo avanti così fino a giugno. Perchè se fai un contratto a dicembre vale ancora, a giugno invece saluti e baci, dunque preparatevi: avete 6 mesi di tempo. Dovete programmare la stagione, tenendo a mente che non ci sono più determinati vantaggi. Io avrei agito in questo modo. Giusto elogiare De Laurentiis sulla questione decreto crescita? No, soprattutto perchè sarebbe il caso di fare un centro sportivo per le giovanili. La società campione d’Italia in carica non ha un centro sportivo per i settori giovanili. Andate a vedere dove gioca il Napoli a livello Primavera e Under. L'investimento di una società campione d’Italia in un settore giovanile dov’è?".