Pafundi giocherà in Svizzera. Ma siete davvero convinti che sia un passo indietro?

Il giovane talento azzurro passa in prestito al Losanna. Percorso simile al suo anche per calciatori (ed ex LGI) come Dimarco, Calafiori e Gnonto.
25.01.2024 15:15 di Stefano Rossoni   vedi letture
©️Instagram/simone.pafundi
©️Instagram/simone.pafundi

Se n'è parlato tanto nei giorni scorsi, ma ora la notizia è ufficiale: Simone Pafundi è un nuovo giocatore del Losanna. Arriva in prestito annuale, con diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro. 

Il suo trasferimento ha fatto molto discutere in queste settimane di calciomercato, che personalmente noi de La Giovane Italia preferiamo evitare fino a quando l'affare passa alla firma sul contratto e diventa definitivo. In tanti hanno commentato negativamente questa nuova parentesi, per uno di quei ragazzi che, senza dubbio, ha attirato su di sè grandissime attenzioni, dalle prime convocazioni in Nazionale con Mancini fino al Mondiale Under 20 disputato da sotto età, dove tutti ricordano ancora la splendida punizione realizzata in semifinale contro la Corea del Sud. Ma siamo veramente sicuri che questo si possa definire un passo indietro nella sua crescita?

Lo avevamo detto in occasione della partenza di Doratiotto in America e lo confermiamo ancora oggi: scegliere l'estero non è mai un errore. L'altra volta avevamo citato il nostro direttore, Paolo Ghisoni, che in uno dei suoi interventi a Maracanà disse: "Ai ragazzi con cui ho una certa "affezione" tendo sempre a consigliare l’estero, con l'intento di migliorare e ritornare più forti". In questo caso decidiamo di affidarci alle parole dell'attuale commissario tecnico, Luciano Spalletti, ospite a TG Poste, programma nel quale ha espresso il proprio parere sul futuro dei nostri talenti: "I giocatori giovani, dopo aver fatto la Primavera nel proprio club, non devono sedersi in panchina o aspettare comodamente che capiti qualcosa. Devono andare all'estero, in un calcio di secondo livello ma pur sempre di massima categoria, e farsi le ossa".

Lo sappiamo benissimo: in Italia i nostri ragazzi faticano a trovare spazio per una serie di "strane" e spiacevoli situazioni. Perchè privarli, allora, di queste opportunità? In Svizzera, ad esempio, Pafundi avrebbe la possibilità di crescere in un ambiente sano, sereno, lontano dai riflettori di giornalisti e opinionisti, spesso giudicanti e... "frettolosi", soprattutto nei giudizi sui giovani. Inoltre, lo spazio in campo sarebbe sicuramente maggiore rispetto ai soli 7 minuti concessi quest'anno in Serie A, nonostante l'Udinese abbia riscontrato parecchie difficoltà in campionato e una pedina come Pafundi, al netto di qualche infortunio, avrebbe potuto garantire un'arma in più nel pacchetto offensivo bianconero. Eppure le scelte (anche qui, discutibili...) sono ricadute su altri giocatori.

Non facciamo l'errore di sottovalutare la Svizzera e... questo feeling con i giovani italiani. In passato, diversi calciatori sono passati da questo campionato, per poi ritornare da protagonisti nel nostro Paese. L'esempio più eclatante è quello sicuramente di Dimarco, che nell'estate del 2017 fu venduto al Sion, e ora è uno degli esterni più forti del calcio europeo. Ma non dimentichiamoci di Calafiori e Gnonto, passati rispettivamente da Basilea e Zurigo, così come ci auguriamo che lo stesso percorso lo possano rivivere altri ragazzi: come Zanotti, arrivato al San Gallo dopo l'esperienza nel settore giovanile dell'Inter. 

L'ultima nota che vogliamo sottoporre alla vostra attenzione è la scelta del club, tutt'altro che scontata. Il Losanna è infatti di proprietà dell'INEOS Group, che detiene il Nizza e può vantare anche una percentuale considerevole (circa il 25%) sulle quote del Manchester United. Questo significa che, qualora Pafundi riuscisse a convincere alcuni estimatori nella sua avventura in Svizzera, un eventuale trasferimento in Ligue 1 o Premier League sarebbe una conseguenza... abbastanza naturale. Insomma: un "trampolino di lancio" decisamente importante per la sua carriera.

Il nostro augurio a Simone, che seguiamo da anni e del quale vi raccontiamo fin dai suoi primi passi nel vivaio bianconero, come evidenziato anche dalle presenze sul nostro Almanacco, è quello di ritornare a giocare a calcio con serenità e procedere, con grande tranquillità, nel suo percorso calcistico. Con la speranza di rivederlo protagonista non solo nelle Nazionali Under, ma anche in futuro nel nostro campionato.